Perché Gesù attirava le folle? -3 segreti-


-Parte 1-

MATTEO 4

23 Gesù andava attorno per tutta la Galilea, insegnando nelle loro sinagoghe e predicando il vangelo del regno, guarendo ogni malattia e ogni infermità tra il popolo. 24 La sua fama si sparse per tutta la Siria; gli recarono tutti i malati colpiti da varie infermità e da vari dolori, indemoniati, epilettici, paralitici; ed egli li guarì. 25 Grandi folle lo seguirono dalla Galilea, dalla Decapoli, da Gerusalemme, dalla Giudea e da oltre il Giordano.


Il ministero di Gesù era magnetico!

Grandi folle lo seguivano perché riscontravano in Lui alcune caratteristiche che lo rendevano unico e indispensabile per vivere una vita piena e vincente.

Se ci riflettiamo bene per un’istante, esistono tre ingredienti che identificano inequivocabilmente la vita di Gesù rendondala una calamita per le folle.


1. Gesù amava le folle

Matteo 9

36 Vedendo le folle, ne ebbe compassione, perché erano stanche e sfinite come pecore che non hanno pastore. 37 Allora disse ai suoi discepoli: «La mèsse è grande, ma pochi sono gli operai. 38 Pregate dunque il Signore della mèsse che mandi degli operai nella sua mèsse».


Gesù vedeva le folle con occhi innamorati. Non li etichettava in base ai loro peccati o fallimenti, ma proprio i loro errori erano il motivo che lo spingeva a muoversi a compassione, come un pastore con la pecora smarrita. Oggi ci esorta a lavorare nella messe con lo stesso amore che alimenta il Suo cuore.


Luca 7

34 È venuto il Figlio dell'uomo che mangia e beve, e voi dite: "Ecco un mangione e un beone, amico dei pubblicani e dei peccatori!”

Senza passione per i perduti, non saremo disposti ad affrontare i sacrifici necessari per raggiungerli.



2. Gesù rispondeva ai bisogni delle folle

Luca 18

40 Allora Gesù, fermatosi, ordinò che gli fosse condotto e, quando gli fu vicino, lo interrogò, 41 dicendo: «Cosa vuoi che io ti faccia?».

L’amore è più che un sentimento; è un comportamento!


Il nostro mondo è pieno di persone sole che sono bramose di un tocco d’amore.

Dietro a ogni sorriso c’è una ferita nascosta che può essere guarita da una semplice espressione d’amore.

Una delle decisioni più importanti che ogni missionario deve prendere è se impressionare le persone o influenzarle dell’amore di Dio.


Il ministero di Gesù era per la gente, tra la gente. Amava far sentire la sua vicinanza a coloro che i religiosi e i benpensanti escludevano dai loro interessi. Piuttosto che essere servito appesantendo le persone con richieste e comandamenti, amava mettersi a disposizione per servire coloro che erano nel bisogno.

Era la Parola, ma non si perdeva in chiacchiere, nessuno andava via dopo un incontro con Gesù se non aveva ricevuto qualcosa di concreto: una preghiera, un’incoraggiamento, una parola profetica, del cibo o addirittura nel caso di Pietro un sostegno per pagare le tasse.


La nostra missione è rispondere ai bisogni delle persone nel nome di Gesù.

Giacomo 2

15 Se un fratello o una sorella non hanno vestiti e mancano del cibo quotidiano, 16 e uno di voi dice loro: «Andate in pace, scaldatevi e saziatevi», ma non date loro le cose necessarie al corpo, a che cosa serve? 17 Così è della fede; se non ha opere, è per se stessa morta.


Una chiesa non crescerà mai oltre alla propria capacità di rispondere ai bisogni della società.


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